{"id":676,"date":"2025-03-09T16:57:08","date_gmt":"2025-03-09T16:57:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lafattoriadelleginestre.com\/web\/?p=676"},"modified":"2025-03-09T15:51:00","modified_gmt":"2025-03-09T15:51:00","slug":"se-il-metodo-va-a-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lafattoriadelleginestre.com\/web\/2025\/03\/09\/se-il-metodo-va-a-scuola\/","title":{"rendered":"Se il Metodo va a scuola"},"content":{"rendered":"<div class=\"postie-post\">\n<div>\n<div><font face=Calibri>  <\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=\"Century, serif\">Ho conosciuto Bruno Munari a Milano a met\u00e0 degli anni 80,   avendo avuto la possibilit\u00e0 di partecipare alla grande mostra allestita presso   Palazzo Reale. <\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=\"Century, serif\">Ho un ricordo molto vivo di quella circostanza, ritengo   determinato dal fatto che per me fu un&#8217;occasione estremamente significativa.   Rammento il ticchettio delle \u0093Aritmie Meccaniche\u0094, poste in corridoio stretto,   lungo e colorato di bianco, la bellezza zen della \u0093Fontana dalle cinque gocce\u0094   che da sola riusciva a riempire di emozione e bellezza tutta una stanza, il   grande scalone e l&#8217;ingresso dal cui soffitto penzolavano tutte le lettere che   formavano il nome Munari realizzate con tele preziose, piuttosto che con molle   impertinenti o palline messe in fila, fino ai pannelli in garza della\u0094 Nebbia di   Milano\u0094 che mi divertivo ad attraversare per nascondermi proprio nella   nebbia.<\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=\"Century, serif\">Ma per me il cuore di tutto il percorso era sicuramente la   grande sala dove Bruno volle istallare il suo laboratorio dedicato ai bambini.   Lo spazio del laboratorio, quindi lo spazio del fare, non era un&#8217;appendice, ma   costituiva una parte integrante della mostra. Tutto era stato progettato   dall&#8217;artista: i grandi tavoli, i divisori che diventavano anche attaccapanni,   panche per la seduta e perfino spazio per lo stoccaggio dei materiali. Si   accoglievamo due classi alla volta di bambini delle scuole elementari,   accompagnati dalle loro insegnanti che mostravano grande consapevolezza per   l&#8217;azione che si stava sviluppando.<\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=\"Century, serif\">Se dovessi sintetizzare la percezione che ebbi,   collaborando a quell&#8217;esperienza, potrei dire che avvertii&nbsp;la   netta&nbsp;sensazione che <i>funzionava<\/i>, tanto sapeva rimandare   immediatamente alla certezza che quello fosse il modo giusto di   operare.<\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=\"Century, serif\">Fu quella consapevolezza che mi anim\u00f2 nel voler riprovare   le esperienze del laboratorio, anche dopo la mostra, con i bambini pi\u00f9 piccini:   quelli della scuola dell&#8217;infanzia. Dal Museo alla scuola non fu un passaggio   immediato e non senza i necessari aggiustamenti. Ricordo che le insegnanti si   stupivano per la cura dei materiali, per i tempi dilatati, ma anche per la   modalit\u00e0 di approccio riservata ai bambini. Per oltre dieci anni ebbi la   possibilit\u00e0 di provare l&#8217;approccio didattico di Munari all&#8217;interno della scuola   pubblica avendo al mio fianco come supervisore d&#8217;eccezione lo stesso artista.   Inizialmente replicai quello che avevo visto, cercando di adattarlo all&#8217;et\u00e0, poi   iniziai a sperimentare alcune variabili, per esempio domandandomi che tipo di   strumento grafico fosse pi\u00f9 opportuno con bambini pi\u00f9 piccoli. Perch\u00e9 scegliere   un pastello a cera oppure uno ad olio al posto di un pennarello ? Le esperienze   venivano sempre riviste assieme a Bruno che raggiungevo, direttamente nel suo   studio di via Colonna, nei miei frequenti viaggi dall&#8217; Oltrep\u00f2 Pavese verso   Milano. Osservavamo attentamente i manufatti dei bimbi, riflettevamo sulla loro   azione e ipotizzavamo nuovi interventi o sviluppi. In Munari vi era vera   disponibilit\u00e0 e sincero interesse per queste sperimentazioni che dedicavamo ai   bambini, infatti ogni volta mostrava una forte curiosit\u00e0 nel sapere com&#8217;era   andata. Per esempio decidemmo di provare l&#8217;esperienza definita \u0093 Formati   diversi\u0094, da lui realizzata nel 1977 in Brera, gi\u00e0 con i bimbi di 4 anni, anche   se Munari aveva delle perplessit\u00e0 in merito, perch\u00e9 pensava che i bimbi fossero   troppo piccoli .La sperimentazione and\u00f2 molto bene e Bruno dovette ricredersi.   Fu un periodo molto bello che dur\u00f2 oltre dieci anni. Parte di queste esperienze   sono state raccontate in circa 60 articoli che scrissi per la Rivista pedagogica   \u0093Infanzia\u0094 diretta dal pedagogista Piero Bertolini che segu\u00ec da vicino il mio   lavoro e nel 1996 ne pubblicai un resoconto dettagliato nel mio primo libro:   <i>Giocandoscoprendo<\/i><span style=\"FONT-STYLE: normal\"> pubblicato<\/span><i>   <\/i><span style=\"FONT-STYLE: normal\">dal<\/span>la casa editrice Nuova Italia di   Firenze. <\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=\"Century, serif\">Negli anni successivi le esperienze sono state molteplici,   prima accanto a Bruno Munari e poi al figlio prof Alberto, psicologo ed   espistemologo, che mi ha aiutata a meglio osservare e comprendere l&#8217;operato del   padre e la tipologia di pensiero che sosteneva il suo lavoro.<\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=\"Century, serif\">Perch\u00e9 parlare ora di questo ? A cosa serve ? <\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=\"Century, serif\">Credo utile raccontare come la didattica attiva, riferita   ai suggerimenti che ci vengono da Munari, abbia gi\u00e0 trovato, da molti anni,   spazio e legittimazione nella scuola pubblica, non attraverso un&#8217;esperienza   limitata, ma in diversi anni di prove e verifiche, mostrando tutta la sua   efficacia nell&#8217;aiutare i bambini a sviluppare una mente pi\u00f9 aperta, pi\u00f9   orientata al fare ed alla progettazione, capace di utilizzare in modo creativo i   linguaggi espressivi ed artistici per esprimere se stessi. <\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=\"Century, serif\">Negli anni successivi per me \u00e8 stato un grande piacere   vedere come questo testimone \u00e8 stato raccolto da allieve volenterose che hanno   continuato a progettare la didattica a scuola utilizzando lo sguardo e il   modello di pensiero al quale Munari ci aveva introdotto. I risultati sono stati   sempre molto lusinghieri, con proposte sempre capaci di promuovere vera gioia   nei bambini e soddisfazione nelle famiglie.&nbsp;<\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=\"Century, serif\">Vi \u00e8 ancora necessit\u00e0 di questo ? <\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=\"Century, serif\">Io credo proprio di si. La scuola oggi ha perso, talvolta,   l&#8217;attenzione che dovrebbe riservare ai processi, alla centralit\u00e0 del bambino che   apprende attraverso l&#8217;esperienza diretta, al piacere di un gioco esperienziale   veramente creativo e alla migliore sensibilizzazione verso i temi dell&#8217;arte che   sono basilari nel nostro Paese. <\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=\"Century, serif\">Le insegnanti sono troppo \u0093 sotto pressione\u0094 con   incombenze anche di tipo burocratico che assorbono buona parte del loro   tempo.<\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=\"Century, serif\">Io vorrei suggerire a queste insegnanti e a questa scuola   di \u0093rallentare\u0094, di affrontare un problema ed un tema alla volta, procedendo per   gradi &#8211; dal pi\u00f9 semplice al pi\u00f9 complesso &#8211; offrendo a tutti il giusto tempo.   <\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font face=\"Century, serif\">A   mio avviso in questo momento potrebbe essere molto utile per le insegnanti   tutte, tornare ad avvicinarsi all&#8217;approccio di Munari. Ad un Metodo \u0093   regolabile\u0094, che \u0093calza a pennello\u0094 e che consente a ciascuna di essere vera   professionista nel proprio ambito curricolare, senza la necessit\u00e0 di \u0093scaricare   progetti o schede\u0094 belle e pronte. <\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=\"Century, serif\">Ritornare a Munari anche per diventare capaci della   migliore organizzazione e regia dell&#8217;aula, consapevoli degli strumenti,   materiali e tecniche pi\u00f9 efficaci, sapienti osservatori dell&#8217;azione infantile e   giusti promotori dei progetti dei bambini.<\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=\"Century, serif\">Oggi, pi\u00f9 che mai, trovo sia necessario che la scuola   sappia accogliere il pensiero sapiente e saggio di Bruno Munari per poter   preparare una nuova generazioni di bambini autonomi, solidali, creativi e capaci   di ragionare con la propria testa. <\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=\"Century, serif\">Nel tempo delle intelligenze artificiali \u00e8 il momento di   coltivare, ancora di pi\u00f9, le intelligenze naturali . <\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=\"Century, serif\">Silvana Sperati &nbsp;<font face=\"Century, serif\">\u00a9   <\/font>2025<\/font><\/p>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal\"><font   face=Century><\/font><\/p>\n<p><\/font><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho conosciuto Bruno Munari a Milano a met\u00e0 degli anni 80, avendo avuto la possibilit\u00e0 di partecipare alla grande mostra allestita presso Palazzo Reale. 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