Pensiero
|
I bambini oggi di cosa hanno bisogno ? Non è una domanda da considerare con superficialità oppure da dare per scontata. Rispetto ad altri periodi storici potremmo dire che i bambini – almeno oggi e in questa parte di mondo- abbiano praticamente tutto. Non mancano dei generi di prima necessità, i genitori sono attenti, hanno accesso all’educazione, allo sport, alle vacanze e tanto altro. Però queste considerazioni non devono impedirci di guardare con ancora maggiore attenzione. Ad onore del vero questa attenzione dovrebbe sempre esprimersi attraverso lo “sguardo costante” di chi, pur con mansioni diverse, si occupa della crescita delle generazioni future. Dunque : cosa manca? Senza volere fare un mero elenco e soprattutto senza pensare di essere esaustiva, proverei a tracciare alcune aree degne di una ancora maggiore attenzione educativa. Definirei la prima come Area del Fare. Mi potrete dire che i bambini oggi fanno già troppo e che hanno tutto il tempo impegnato. Ciò, in un certo senso , è giusto. Ma perché fanno i bambini ? Come fanno ? Se il fare è soprattutto orientato al raggiungimento di un obiettivo ( magari uguale per tutti ) va sicuramente bene, ma potrebbe essere, in qualche modo, riduttivo. I bambini hanno bisogno anche di Fare Esperienziale . Un fare nel quale ci si senta liberi di provare, autorizzati a sbagliare, capaci di confrontarsi con i pari per immaginare, riorganizzare e progettare. Un fare di questo tipo, credete, che può risultare molto formativo per un bambino e pertanto capace di porre le basi per lo sviluppo di un pensiero più creativo. Una seconda area da tenere in grande considerazione a mio avviso è L’ Area del Sentire . Essa contiene molti aspetti che vanno dal percepire se stessi, fino a sviluppare un dialogo più empatico con gli altri ed il mondo che ci circonda. Oggi si parla molto di difficoltà nella comunicazione e nella relazione, anche quando essa è prevalentemente di tipo ludico. Non si tratta di superare semplicemente i momenti della crescita che presentano maggiori tratti egocentrici , ma di educare ed educarci ad un pensiero più sociale. Un pensiero che sa realmente vedere l’altro come risorsa in una prospettiva che crescendo ci supporterà nell’evitare eccessivi individualismi, promuovendo lo sviluppo di quella che si definisce come intelligenza sociale. Vi sarà certamente evidente come queste aree prima citate si esprimono attraverso azioni che avvengono necessariamente in presenza e in collaborazione con gli altri Attenzione che a mio avviso oggi va tenuta sempre in grande considerazione, data la presenza di quello che potremmo definire come un abbondante affollamento tecnologico. Credo in questa piccola riflessione che sia utile citare anche quella che io definirei come Area Ambientale . Con essa intendo tutto quello che circonda un bambino : dagli spazi domestici , ai luoghi che frequenta nel tempo libero , agli ambienti scolastici . Come sono questi spazi ? Che materiali e strumenti offrono al bambino, che contatto permettono con la natura, che metodo praticano ? Sono domande interessanti ed aspetti da monitorare. Senza dimenticare che un ambiente è anche abitato dalle parole, dai valori, dalle abitudini, dai riferimenti culturali Aspetti che contribuiscono a costruire il mondo culturale, esperienziale e valoriale accanto ad un bambino. Spero di essere stata di qualche utilità con queste semplicissime riflessioni che si pongono l’obiettivo primario di essere di buon accompagnamento ai bambini ed alle bambine che crescono . Silvana Sperati Fattoria delle ginestre , 2026
|
|
|