Breve riflessione intorno al Metodo Munari in Fattoria delle ginestre | La Fattoria delle Ginestre
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Agriturismo - Formazione
Progetti creativi, educativi, ricreativi

Breve riflessione intorno al Metodo Munari in Fattoria delle ginestre

Intorno al Metodo Munari
Parlo spesso di Metodo Munari; sottolineando  come alla Fattoria Delle Ginestre ( Genestrello, PV) si utilizzi principalmente questo approccio metodologico, per cui molti potrebbero domandarsi : di cosa si tratta ?
Ho pensato di scrivere alcune righe su questo argomento ( che dovrebbe invece  essere  trattato in modo ampio ) sperando che questo  possa non tanto offrire delle risposte ma , preferibilmente, stimolare chi legge a ” saperne ancora di più “, quindi ad avviare una loro ricerca personale .
Cercherò di offrire alcuni rimandi circostanziati alle dinamiche che si possono sviluppare (  o che abbiamo visto in questi anni di lavoro ) nelle attività che, di solito, proponiamo come fattoria didattica ed agriturismo culturale. 
Una prima riflessione riguarda l’area didattica di appartenenza  che è decisamente quella della “pedagogia attiva”; quindi di un approccio esperienziale ( o meglio Pedagogia Esperienziale”) che stimola, educa il bambino a “fare” , ad osservare la sua azione- da vari punti di vista e con vari canali sensoriali- per ” imparare ad imparare”.
Questo ( “Imparare ad imparare” )  è un termine  interessante che si  sente citare molto e che merita una riflessione . Con ” imparare ad imparare” si delinea un’ azione che non vede l’adulto docente, come è stato per molto tempo, unico fautore  dell’apprendimento e  ” depositario dei sapere e di ogni  verità” , ma individua nella relazione educativa , nello scambio tra docente e discente il fulcro dell’atto educativo. O, meglio, sottolinea il valore dell’azione originale dell’allievo che attraverso l’esperienza acquisisce dei dati, delle informazioni che poi vengono condivise, riorganizzate in collaborazione con il docente ( che qui diventa più animatore e regista di un processo che ha differenti protagonisti ) anche confrontandoli con gli elementi teorici ed esperienziali.
Comprendete come la prospettiva è assolutamente differente da quella che si respira in una passività di aula magari  caratterizzata da schede da colorare e compiti tutti uguali per tutti . Qui si parte dal principio che ogni bambino è diverso ed ogni bambino può e deve essere protagonista di una sua personale avventura educativa .
Quali sono quindi le parole chiave dell’approccio metodologico che ci offre Munari e che qui viene sperimentato e proposto da ben 20 anni nel contesto naturale di una fattoria ?
Il primo elemento da sottolineare, che rimanda immediatamente alle esperienze che vengono ben descritte dal modello della  “Didattica Esperienziali” ( oggi ve ne sono vari esempi come ” L’asilo nel bosco” , ” La pedagogia della lumaca ” , ” La scuola senza zaino ” solo per citarne alcuni ) e quello di privilegiare ATTIVITA’ CHE SI SVOLGONO ALL’APERTO A DIRETTO CONTATTO CON LA NATURA . In questo senso è giusto rammentare come la ricerca personale ed artistica di Munari volse sempre lo sguardo alla natura ed ai suoi processi
L’apprendimento parte dalla CURIOSITA’ ( qui sempre stimolata ) e si sostanza nella SCOPERTA . Questo aspetto rinforza prepotentemente la motivazione e rende il bambino ed il ragazzo veramente ” al centro” di un processo educativo che diventa costruzione della propria identità e della propria modalità di approcciarsi al reale .
Ogni dato, ogni scoperta, ogni ipotesi viene condivisa e discussa nell’ambito del ” learning circle ”   ( K. Lewin)  che diventa luogo della costruzione e CONDIVISIONE dell’apprendimento . Quello che nello specifico di Munari è la “riflessione dopo l’azione ” sostenuta dalla domanda epistemica ” cosa avete scoperto facendo questa attività ? “
Alla Fattoria delle ginestre ogni proposta viene promossa evitando di fornire modelli predefiniti , uguali per tutti, ma proponendo sempre la SPERIMENTAZIONE già a partire dai semplici giocattoli. Per fare un esempio concreto  se si offrono dei mattoncini da costruzione non si dirà al bambino ” costruisci la casetta ,piuttosto che la piscina o altro ancora” ma si dirà ” vediamo com’ è fatto? ah ..si può attaccare , ma in quanti modi si possono attaccare i mattoncini ? questo tipo di “attacco” cosa sembra ? cosa  possiamo realizzare ?”. Questo approccio è evidente che permette l’ educazione di un tipo di intelligenza più flessibile che non cerca la risposta unica ,ma piuttosto si fonda sulla indagine delle possibilità . Qui si rende importante , seguendo l’esempio di Munari , ( Sperati, Restelli ” A che gioco giochiamo”, Corraini ) costruire una relazione tra la dimensione di GIOCO ( o meglio di ” buon gioco” come sottolineiamo alla Fattoria delle ginestre ) e la sperimentazione . Il semplice, piacevole, totalizzante  gioco è la dimensione ideale per la realizzazione di ogni apprendimento e specificatamente di un apprendimento di tipo CREATIVO.
Fattoria delle ginestre , fa proprio la pratica della CREATIVITA’ nella sua dimensione più alta e più vera. Permettendo – in ogni passaggio, in ogni proposta in ogni riflessione- di creare RELAZIONI  tra le informazioni e connessioni tra i vari dati . Cosi il bambino scopre, con grande GIOIA, che quello che fa , che quello che pensa viene proprio da lui . Questo determina la condizione di  BenEssere che si respira nei nostri spazi e nei nostri laboratori.
Nel territorio dell’oltrepo pavese, su cui opera da anni, Fattoria delle ginestre si è sempre prodigata per la migliore diffusione di questi elementi di base: favorendo incontri e conversazioni con i genitori ,con i docenti ; informando puntualmente le famiglie e rendendole protagoniste di tutto ciò che accadeva , organizzando percorsi di formazione che hanno saputo accogliere anche delegazioni provenienti da vari Paesi.
Il suo scopo è, da sempre, stato quello di stimolare  anche intorno a se una rinnovata cultura dell’infanzia che veda nel ” fare per imparare” una prospettiva concreta ed imprescindibile .
Silvana Sperati
Per Fattoria delle ginestre
Nota : E’ vietato l’utilizzo del presente  brano o di parti di esso senza il preventivo assenso dell’autrice
  


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