Fermiamoci a riflettere .Grazie | La Fattoria delle Ginestre
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Fermiamoci a riflettere .Grazie

Cosa sta succedendo ?
non illudiamoci: la tragedia non è diventata meno tragica . Solo non ce ne accorgiamo più .
Oggi siamo talmente avvezzi alla tragedia che rischiamo di diventare “come indifferenti” ad essa . Non credete ?
Nella tragedia si cantava quanto di più assoluto e terribile potesse accadere: la pazzia, la vendetta, l’uccisione dei figli da parte della madre .
In quel tipo di rappresentazione gli eventi erano sempre luttuosi ed i protagonisti dovevano fronteggiare un fato avverso e terribile.
Ma tutto questo era qualcosa di eccezionale e, appunto, di tragico.
Ai nostri giorni , credo sia chiaro a tutti, come la tragedia sia diventata il quotidiano e ciò che aumenta ancora di più la

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tragicità dei fatti è, a mio avviso, l’indifferenza

dei contemporanei .
Viviamo in anni in cui sono aumentati fortemente i casi di violenza, anche estrema, a danno delle donne; quasi quotidianamente veniamo informati di uccisioni e stragi all’interno della famiglia stessa
come se si arrivasse a “sbranare ” la nostra stessa carne : i padri sgozzano i figli ( per poi suicidarsi ) ed i figli uccidono i padri e le madri.
Riconosciamolo: tutto questo sta rischiando di essere vissuto come una “consuetudine”, un qualcosa che non ci appartiene e rispetto alla quale non possiamo fare nulla, tanto che ormai tendiamo a non farci più caso.
E’ di alcuni giorni fa una tragedia terribile : una ragazzina derisa dai compagni, su internet, e invitata al gesto estremo è realmente salita all’ultimo piano di un palazzo abbandonato e si è uccisa ,
Uno studente modello si è buttato dalla finestra per una nota ed altri si sono uccisi perché derisi ed etichettati dal proprio vestiario. Non c ‘è giorno che la cronaca non registi un lutto tragico all’interno delle famiglie .
Ma quanti morti ci vogliono ancora, affinché la gente comprenda che sta succedendo l’irreparabile ?!
Non è possibile che il mondo adulto sia centrato solo sui “giochi di palazzo “, sulle piroette del calcio o sulle richieste dell’immagine
Occorre che ognuno assuma la piena consapevolezza della assoluta tragicità del momento e faccia del suo meglio per ricostruire un tessuto sociale, relazionale, valoriale che regga e che offra alla famiglia
ai giovani, a ciascuno il conforto e l’aiuto di cui hanno bisogno.
Non possiamo diventare impermeabili al fatto che i giovanissimi ( sempre più giovani ) hanno accesso incontrollato e soprattutto non sufficientemente censurato, all’alcool, quando la scienza medica sottolinea come il corpo fino a circa 20 anni non disponga delle sostanze adeguate per “ammortizzare” i rischi di tali assunzioni. Non possiamo non vedere come i ragazzi stiano attraversando una deriva sentimentale e valoriale che li porta a considerarsi solo dal numero di “mi piace” che ottengono nei social network, fino ad arrivare a inondare tali pagine di immagini che raccontano ( a chi ? ) i dettagli della loro vita; rischiando che gli elementi legati al culto dell’ apparenza e del facile accesso al fashion inducono a prospettive estreme, come quella della prostituzione giovanile ( che ha vari aspetti e vari degradi , non solo quelli riportati nella cronaca).Quello della famiglia, dei valori personali e sociali, dell’etica, della solidarietà, della tolleranza non sono solo parole vuote, ma dense di significato, così che la loro” rivalutazione consapevole” si rende più che mai necessaria .
Ma cosa
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si sta facendo ? Come ci si sta attrezzando rispetto a questa emergenza valoriale ?

Si colgono veramente pochi segnali di attivazione e di costruzione di progetti a partire da questo profondo disagio che si ravvisa davvero ovunque .
Cosa sta facendo la scuola, in particolare la media inferiore e superiore, rispetto ai problemi del riconoscimento di se stesso e dell’altro, dello sviluppo della tolleranza, dell’attivazione di progetti congiunti e di educazione alla collaborazione, fino alla valorizzazione dell’altro che va inteso sempre come risorsa ? Cosa sta facendo la società e la famiglia ( sempre più stanca e depressa ) per il sostegno nella costruzione di una identità personale autonoma, ricca, lontana da stereotipie e pregiudizi, volta alla conoscenza, alla scoperta, alla felicità ?
Francamente colgo pochi elementi in questa direzione e temo nel sentire solo le asciutte notizie di cronaca, gli inutili dibattiti, senza che vengano operate delle scelte che possano tentare di cambiare qualcosa .
Se si alienano i valori sui quali si costruisce la società stessa, se si lascia la scuola andare verso una pericolosa deriva, se non si sostiene profondamente la famiglia, che era l’ossatura forte della nostra società, la crisi sarà gravissima e devastante. Ancora di più.
Non possiamo alienarci quotidianamente intorno ai fantasmi della crisi, occorre che comprendiamo che è necessario ripartire da qualcosa di concreto, qualcosa che può coinvolgere profondamente ciascuno di noi
Terra, arte, cultura, educazione, emozioni, ascolto, coraggio, solidarietà, fantasia …
Questo è ciò di cui abbiamo bisogno . Ora
Silvana Sperati
per Fattoria delle ginestre

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